DATA:
VISUALIZZAZIONI:
53
Nuove regole per il florovivaismo italiano, con un quadro di riferimento che coinvolge direttamente anche il vivaismo orticolo.
È quanto introduce il Decreto legislativo 30 luglio 2026, n. 151, che disciplina il settore dalla produzione alla commercializzazione e valorizzazione dei prodotti. Il provvedimento definisce innanzitutto il perimetro dell’attività agricola florovivaistica, nel quale rientrano la floricoltura, la produzione di materiale di propagazione e il vivaismo ornamentale, frutticolo, viticolo, forestale e orticolo. La disciplina comprende inoltre le attività collegate alla produzione, come la manipolazione e la trasformazione dei prodotti, la loro commercializzazione e valorizzazione e gli interventi di cura e manutenzione del verde pubblico e privato.
Il decreto individua anche i diversi soggetti che compongono la filiera florovivaistica, creando un quadro che comprende non soltanto gli imprenditori agricoli, ma anche i costitutori di varietà vegetali, i distributori, gli operatori impegnati nella gestione del verde, le imprese che forniscono mezzi tecnici e gli operatori del vivaismo forestale. Una definizione che restituisce quindi un perimetro ampio del comparto e delle professionalità coinvolte nelle sue diverse fasi.
Tra gli strumenti introdotti figura il Piano nazionale del settore florovivaistico, articolato in interventi rivolti alle produzioni floricole e vivaistiche. Le azioni riguarderanno, tra gli altri ambiti, ricerca e innovazione, sostenibilità ambientale, verde urbano e foreste urbane e periurbane, innovazione varietale e utilizzo di materiale vegetale certificato. Per l’attuazione del Piano sono previsti 3,5 milioni di euro nel 2027 e 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2028 e 2029, risorse che saranno ripartite tra le Regioni.
Un ulteriore intervento riguarda il patrimonio produttivo: attraverso un apposito Piano nazionale di riconversione delle strutture florovivaistiche, il decreto punta a favorire la riqualificazione e il riutilizzo delle strutture esistenti e a migliorare l’efficienza energetica delle serre, prevedendone anche una possibile valorizzazione a fini agroenergetici. Sul fronte della conoscenza del mercato, dal 1° gennaio 2027 ISMEA dovrà inoltre predisporre una rilevazione statistica annuale del comparto, raccogliendo dati sulle produzioni, sui prezzi medi nazionali e sui principali mercati internazionali.
Il nuovo assetto prevede infine un rafforzamento degli strumenti di coordinamento del settore, con l’istituzione presso il MASAF dell’Ufficio per la filiera del florovivaismo e del Tavolo tecnico di filiera. Quest’ultimo avrà funzioni consultive, di coordinamento e di supporto alle politiche del comparto e contribuirà anche alla predisposizione del Piano nazionale. Proprio in considerazione del ruolo attribuito al Tavolo nella definizione delle future politiche di settore, Assosementi si è attivata presentando al Ministero formale richiesta di partecipazione ai suoi lavori.