RIMANE ALTA L’ATTENZIONE SUL NUOVO VIRUS CHE COLPISCE IL POMODORO: IL ToBRFV

DATA:
29 Luglio 2019

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Della pericolosità del nuovo patogeno rinvenuto anche in Italia (il Tomato Brown Rugose Fruits Virus) si è già avuto modo di dire su queste pagine, così come è stata da più parti sottolineata la necessità di adottare le giuste azioni di profilassi e le buone pratiche agronomiche per cercare di contenere la diffusione del pericoloso patogeno in grado di compromettere gravemente le coltivazioni di pomodoro, il cui mezzo principale di diffusione resta la trasmissione per contatto.

 

È per mantenere accesi i riflettori su questa criticità, che non è ancora diventata emergenza ma potrebbe ben presto trasformarsi in tale se non si applicano le giuste misure di contenimento, che Assosementi, dopo i primi appuntamenti informativi che l’hanno vista protagonista a fine febbraio in Sicilia (vedere articoli dell’11 e del 13 marzo), ha voluto organizzare altri incontri in comprensori pomodoricoli di importanza rilevante per il sistema produttivo nazionale.

A Fondi il 23 luglio e a Battipaglia il 24, Assosementi ha incontrato tecnici, agronomi, produttori e vivaisti per rimarcare ancora una volta la necessità di impiegare seme sano ed adottare buone pratiche agronomiche lungo tutta la filiera produttiva per cercare di contenere la diffusione della pericolosa patologia.

Fondamentale il coinvolgimento ed il contributo nei due appuntamenti delle Istituzioni (rispettivamente, Dr. Nuccitelli del Servizio Fitosanitario del Lazio e Dr. Griffo del Servizio Fitosanitario della Campania) e del settore della ricerca (Prof. Parrella dell’Università degli Studi di Portici) che hanno evidenziato in maniera efficace l’importante contributo che con il proprio lavoro le due Istituzioni possono garantire alla produzione in termini di ricerca e innovazione, nonché di controllo e tutela del territorio.

Buona è stata la partecipazione, soprattutto di agronomi e tecnici che rappresentano l’essenziale interfaccia con i soggetti produttivi chiamati insieme ai sementieri a mettere in pratica tutte le migliori pratiche produttive e tecniche di profilassi per la lotta al ToBRFV: le aziende agricole ed i vivai.

Ancora una volta è stata sottolineata la necessità di fare sistema: tutti gli operatori della filiera del pomodoro, nessuno escluso, sono chiamati a fare la propria parte. Nessuno si può sentire escluso per non vanificare gli sforzi fatti da altri!

È ovvio che per contrastare il diffondersi della nuova malattia e per ottenere produzioni sane e di qualità occorre partire da seme sano, ma è altrettanto scontato che le caratteristiche del virus sono tali da richiedere un’attenzione particolare e l’adozione di opportune pratiche di profilassi igieniche nei luoghi produttivi (serre) per scongiurare la possibilità che il nuovo patogeno provochi anche in Italia gli ingenti danni che è stato in grado di arrecare in altri paesi (Israele e Messico, su tutti) dove il patogeno si è già manifestato.

La pericolosità del ToBRFV ha trovato in occasione dei due incontri di Fondi e Battipaglia un’importante conferma anche da parte delle Istituzioni comunitarie: proprio nei giorni antecedenti gli incontri, a Bruxelles la Commissione europea ha approvato una decisione riguardante le misure obbligatorie per impedire l’introduzione e per contenere la diffusione del patogeno sul territorio comunitario, di fatto inserendo il ToBRFV nell’elenco dei patogeni da “quarantena”. Tale decisione entrerà in vigore il prossimo 1° novembre 2019.

Da tale decisione discende che gli aspetti produttivi ed i punti critici della filiera produttiva che Assosementi, in collaborazione con il Mipaaft ed il CREA ha individuato sin dall’inizio dell’anno ed inserito nella brochure informativa pubblicata qualche mese fa e scaricabile al seguente link, evolveranno da “raccomandazioni” a “vincoli produttivi”, imponendo a carico di tutti gli operatori coinvolti (sementieri, vivaisti e produttori agricoli) obblighi precisi al fine di consentire l’introduzione, la movimentazione e la produzione di pomodoro nel territorio comunitario.

La strada per contrastare e contenere il ToBRFV rimane quella già individuata: l’utilizzo di seme sano affiancato da opportune tecniche di profilassi igienica e dall’adozione di buone pratiche agronomiche da parte di tutti gli operatori della filiera.

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